TRE ASPETTI

Giugno 19, 2020

Un aspetto che ha stimolato ulteriormente la mia curiosità verso i luoghi della memoria, è stato la loro dimensione. Non avendo che riferimenti fotografici, le dimensioni dei luoghi poi visitati mi hanno reso una prospettiva differente rispetto alla portata degli eventi stessi. Ad esempio, solo quando ho visto con i miei occhi il campo di concentramento nazista di Birkenau, che si estende a perdita d’occhio, ho capito che la tradizionale fotografia che avevo visto fino a quel momento sui libri di storia, del noto ingresso in mattoni rossi, delle baracche, dei binari, o dei forni crematori, non mi aveva reso le dimensioni reali del campo, e di riflesso le dimensioni della shoah stessa. È accaduta la stessa cosa per le infinità di memoriali ruandesi, piu di 100 sparsi per la nazione, che mi hanno restituito la reale portata del genocidio. Anche la visita alla zona di esclusione di Chernobyl, dove pensavo di visitare una città, quando invece i luoghi abbandonati erano ben 188 tra città, distretti e paesi rurali, ha cambiato la mia prospettiva.

L’ingresso di Birkenau visto dal fondo dei binari, il campo prosegue anche dietro

Un altro aspetto visivo che ha suscitato la mia curiosità, è stato osservare come siano stati utilizzati gli spazi dei musei nei memoriali. A seconda della cultura e della religione, l’allestimento del museo del campo di concentramento di Aushwitz, il museo della bomba atomica di Hiroshima, o il museo di Ground Zero, rispecchiano esattamente la cultura del luogo e il sentire dell’evento. Visitare memoriali di nazioni diverse mette in risalto aspetti culturali che hanno arricchito il mio punto di vista sulla modalità di fare memoria, in questo caso attraverso l’allestimento di musei. 

In Rwanda ci sono molti memoriali gratuiti e con guida

Un terzo aspetto che vorrei condividere con voi è una riflessione di carattere etico. Una cosa che non ho mai compreso al di fuori delle regole di mercato, quindi commerciali, è il prezzo per visitare un luogo della memoria. Un memoriale non è un museo qualunque, tecnicamente è un cimitero, i musei raccontano di avvenimenti eccezionali che riguardano comunità che vanno oltre la nazione che ne allestisce uno. In alcuni memoriali ho trovato un vero e proprio commercio che parte dalla città in cui in ogni angolo vengono offerti tour turistici con tanto di gadget, altre volte per la visita dei musei ho pagato dei prezzi assolutamente spropositati, altre ancora pacchetti completi di pranzo e servizi aggiuntivi. L’incongruenza che vede il tabù di parlare di alcuni genocidi da un lato, ma il commercio sfrenato dall’altro, mi ha posto seri dubbi sulla serietà e le buone intenzioni.

Accade anche a Chernobyl che alcune cose vengano manipolate per favorire le fotografie

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