EMOZIONE E VERITA´

Giugno 11, 2020

Ci si sente sempre piccoli dinanzi alla Freedom Tower, cosi come nel visitare il museo della memoria del Ground Zero più noto dell’epoca moderna in occidente. Spesso i memoriali vengono teatralizzati con lo scopo di suscitare forti emozioni. Con l’obbiettivo di accompagnare il visitatore in un viaggio della memoria, le esposizioni, i documenti e le testimonianze, alla luce della commozione e dell’impatto emotivo, possono assumere suggestioni di verità.

Un improbabile allestimento presenta una trave in ferro, qui il cartello esplicativo. Una delle installazioni criticate sia dalle associazioni delle vittime sia dai musulmanti d’america.

Alla luce della mia esperienza posso oggi affermare che: Se i memoriali vengono artisticamente teatralizzati con la sincerità di chi vuole raccontare avvenimenti tragici al fine di condurre il visitatore ad una riflessione, il museo può assumere connotati umanistici anche notevoli. Se gli spazi mettono in scena la sofferenza con l’unico obbiettivo di raccontare le brutture di un avvenimento, assume invece connotazioni oscene, senza contenuto. Infine, quando un memoriale viene utilizzato per fare storia, in termini di verità, assume connotati volgari.

Ad esempio, quando visitai il museo della mente di Roma, allestito nel più grande ex manicomio provinciale del Lazio, gli spazi, predisposti con installazioni e opere artistiche, quindi in un contesto di sofferenza, li trovai molto interessanti, storici, emozionanti. Mentre, negli spazi del memoriale di Ground Zero le installazioni non hanno sucitato in me alcuna emozione. Non c’è sofferenza. Allestimenti di dubbia provenienza e con la supponenza di raccontare il vero, il museo ha fatto indignare le comunità musulmane d’America e la comunità delle vittime delle due torri e degli aerei.

Per tanto ritengo sia bene sapere che i musei memoriali possono essere educativi ma possono essere anche diseducativi.

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