Sì viaggiare

Maggio 29, 2020

Viaggiare non è una gara a chi visita più paesi, fare la conta dei luoghi in cui si è stati, vedere più attrazioni possibili. Non è spostarsi da un luogo ad un altro, non dipende dai chilometri percorsi, né tantomeno dal numero di persone che seguono le nostre avventure sui social. Viaggiare è un modo di vivere e di raccontare.

Il viaggio è fatto anzitutto di curiosità e coraggio, di guardarsi dentro, di osservare il mondo nel qui ed ora. Qual è la differenza tra una persona che ha visitato 35 paesi del mondo e non ha niente da raccontare, e chi stando fermo alla fermata del pullman in attesa e offre ogni giorno una storia diversa? Solo ed unicamente lo sguardo curioso, ma non verso il mondo, ma verso sé stesso, perché il mondo dipende dallo sguardo. Un fiume può apparire banale ad una persona o suscitare grande emozione ad un’altra, il fiume è sempre lo stesso, cosa suscita dipende dall’osservatore. Quando una persona entra in empatia con il mondo che lo circonda nel qui ed ora coglie la sua bellezza in ogni dove, perché non è il viaggio che fa il viaggiatore ma è il viaggiatore che fa il viaggio.

Una domanda da non fare mai a un viaggiatore curioso è quale meta ha preferito tra tutte, o quale la cosa più bella che ha visto, o l’esperienza più significativa. Il viaggiatore non potrà mai stilare una classifica perché ha colto la bellezza in ogni suo passo. La preoccupazione di non poter viaggiare in un luogo lontano, come ad esempio in questo periodo di restrizioni, smaschera il viaggiatore per evasione, perché il viaggiatore curioso è in grado di trovare bellezza ed emozione anche semplicemente andando al parco del proprio paese per l’ennesima volta.

Il viaggio è nella testa, dice un noto detto, io personalmente direi che più che altro il viaggio è nel cuore, perché il viaggio è un fatto di empatia.

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