Arte emotiva

Marzo 12, 2020

Al museo ebraico di Berlino c’è un’installazione tra le più belle che abbia mai visto per significato ed impatto emotivo. Si tratta di un’opera dell’artista israeliano Menashe Kadishman dal nome “foglie cadute”.Un’opera dedicata a tutte le vittime di guerra e di violenza in genere, nata da un’intuizione e realizzata con tanta piacevole fatica.

Un corridoio vuoto, unico spazio del museo senza opere, precede un altro corridoio sul qual pavimento sono distribuite 10.000 “foglie” realizzate utilizzando del metallo pesante con le sembianze di un volto. Intagliate una per una a mano da lastre di metallo di diverso spessore, il volto risulta disegnato come da un bambino, in modo semplice me eloquente. La caratteristica di questa installazione, che la rende unica al mondo e di sicuro impatto emotivo, sta nel fatto che è calpestabile. Non solo, camminando su di essa, metaforicamente sui volti delle vittime di violenza, i pezzi di metallo generano un suono sordo che rimbomba nel corridoio in cemento armato non intonacato.

La mia visita è stata in solitaria, eravamo solo in due in quel momento all’interno del corridoio, per tanto abbiamo deciso di percorrere l’installazione uno per volta, da soli, in modo da poter vivere in maniera viscerale il passaggio. Dopo aver camminato su fosse comuni, praticamente su resti ossei, devo dire che entrare in empatia con questo “pensiero” è la stessa cosa. Certamente si può anche percorrere lo stesso corridoio e annoiarsi, perché ricordiamoci sempre che il viaggio è nella testa, mai del mondo.

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