Passeggiando per i campi, della morte (Cambogia)

Aprile 11, 2019
Uno scorcio dei campi della morte, alcune fosse comuni aperte

Killing Fields, così si chiamano i campi della morte cambogiani, istituiti dal regime di Pol Pot, primo ministro e capo dei khmer rossi, che utilizzavano dei terreni ai margini delle città per seppellire in fosse comuni i cambogiani che si ribellavano al regime comunista. Motivo principale della mia visita a Phnom Penh, (la capitale) furono i più grandi campi della morte della Cambogia, situati poco fuori dalla città, gli unici ad essere raggiunti dalla corrente elettrica, perchè dovevano essere operativi anche di notte.

Decisi di arrivarci con un tuk tuk, percorrendo strade infinite nel mezzo di un traffico delirante, tra polveri e smog di ogni genere, giunto a destinazione, scoprii che i campi, in effetti sono dei campi nel significato letterale del termine. C’è un museo della memoria, una casetta di legno contenente teche con oggetti ed armi, fotografie e documenti, e c’è solo un basso reticolato che circonda la zona, il casello all’ingresso dove si paga un ticket, qualche cartello in legno piantato in terra e un grande stupa buddista contenente 5000 teschi umani.

Una delle tante galline, con pulcini al seguiro, passeggia liberamente sui campi della morte
Dettaglio dello stupa buddista contenente 5mila teschi

Non ci sono passerelle, solo piccoli sentieri che aggirano grandi buche, oggi lasciate aperte dopo che nel 1980 furono riesumati 10mila cadaveri da 86 fosse comuni. Passeggiando praticamente sui resti ossei disseminati qua e là, scansando qualche gallina, pozzanghere, resti di abiti e sterpaglie, si trovano anche dei cartelli con scritto di non toccare niente, di non raccogliere niente… con accanto, un cumulo di denti su di una pietra.

Mi viene spiegato che una volta al mese, un addetto raccoglie i resti ossei che continuano ad emergere dopo i monsoni, per sistemarli in teche apposite sparse lungo il percorso, o anche semplicemente sopra la teca o su di un sasso, così come per i resti di vestiti che vengono appoggiati ad un albero…

Denti poggiati su una pietra lunto il tragitto

Una fotografia del museo, mostra i teschi adagiati ai bordi delle fosse comuni al momento del ritrovamento, per essere catalogati e sistemati nello stupa. Sotto alcuni strumenti di tortura o di morte utilizzati dal Khmer Rossi.

to be continued….

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