Quando il “diverso” sei tu (Rwanda)

Dicembre 27, 2018
La curiosità dei bambini è pari solo alla bellezza dei loro sorrisi

Il mio primo viaggio in Africa è stato nella terra in cui ci fu il più efferato dei genocidi del continente, il Rwanda. Come sempre, il mio obiettivo primario, nonchè motivo del viaggio, è stato quello di visitare i luoghi della memoria alla ricerca delle storie, degli aneddoti, attraverso i quali riscoprire il valore della dignità umana, che proprio nei luoghi in cui questo valore è stato maggiormente dissacrato, emerge con più forza. Partendo dall’esplorare i contesti locali, cercando di vivere un pò di quella quotidianetà di un paese ancora confuso, alla scoperta delle realtà non contaminate da una globalizzazione invasiva, l’obbiettivo era cercare di capire dove affonda le radici quell’odio che ha portato a quello che è stato definito un “autogenocidio“. (di cui parlerò in un altro articolo)

è difficile farsi una fotografia senza attrarre l’attenzione 🙂

Una cosa che mi ha da subito colpito visitando le periferie, è stata la meraviglia degli indigeni, in particolare dei bambini, che formavano capannello intorno ad una persona “non colorata” come dicono loro, tra cui c’era sempre quello più coraggioso che voleva toccare la pelle, specialmente il braccio tatuato che loro ovviamente non possono fare; per cui se da un lato hanno visto poco o niente l’uomo bianco, ancora meno un uomo bianco tatuato che attira non poco la curiosità, accompagnata da esclamazioni di meraviglia…

Quando la minoranza etnica sei tu

La reciproca meraviglia nel vedersi così diversi, ma così uguali, prende pian piano il posto della iniziale diffidenza. Una nazione con realtà abbastanza diverse, divisa tra città in cui ci sono quartieri dove non manca niente, quartieri in crescita con tanti cantieri e altri quartieri visibilmente arrangiati; città che fanno da contrasto con le periferie fatte di villaggi lontani da tutto e tutti, senza alcun servizio, in cui ci si sposta a piedi, si carica l’acqua dalla fonte, si dorme nelle case di terra e sterco, e ci si meraviglia nel vedere un straniero che si fa fotografare vicino un banano…

continua…

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