Cremazioni a Varanasi (India)

Ottobre 18, 2018

Manikarnika Ghat (l’area riservata alle cremazioni ai margini del Gange)

 

I viaggi bianchi sono strutturati in modo metodico. Ogni viaggio ha come meta principale la visita dei luoghi della memoria “a vario titolo” in giro pe il mondo, per approfondire il valore della dignità da un altro punto di vista, quello dell’esperienza diretta. A questo si aggiunge lo scambio con le associazioni locali e la visita del contesto sociale. Ogni viaggio è appunto pensato in modo tale da poter vivere, per quanto possibile, la comunità locale e per questo dormo nei centri storici, o periferie, ricerco la cucina tradizionale, visito i cimiteri, le case, le scuole, partecipo a cerimonie religiose, eventi sportivi e mi sposto con i mezzi locali (tutte cose normalissime in Europa, ma vi assicuro molto complicate in altri contesti) 

I cimiteri sono dei luoghi che mi hanno sempre affascinato, e nei vari continenti ne ho visitati tanti, in solitaria, alla ricerca degli scorci più nascosti, anche cimiteri abbandonati ricchi di storia… i cimiteri dicono molto di un popolo, raccontano di una cultura.

Scorcio di un cimitero abbandonato

Per questo motivo nel 2016 decisi di andare in un posto dove non ci sono cimiteri, o meglio, non ce ne sono secondo quello che è il norstro normale sentire comune (da occidentali), ovvero un luogo fisico su cui andare a ricordare il defunto.

Decisi di trascorrere alcuni giorni a Varanasi, la città in cui si pratica il rito della cremazione sul fiume Gange, secondo il rito Induista, e a cui le ceneri vengono affidate.

Giunto nel centro storico, lasciato lo zaino, mi recai subito sui Ghat, le famose scalinate che dal centro storico scendono fino ad immergersi nel fiume sacro e sui cui gradini si svolgono i riti di preghiera.

Non riuscivo in nessuno modo a vedere bene quello che accadeva e siccome non mi accontentavo di guardare in disparte, ma volevo partecipare e sapere… mi impegnai fino all’ultimo giorno, quando per fortuna dopo l’ennesimo tentativo, riusci a trovare la “chiave” per partecipare ad un rito…

Il Ghat delle cremazioni visto dall’alto

Seguivo un corteo funebre, formato da soli uomini che a turno portavano a spalla una lettiga, fatta di canne di bambu, sulla quale era poggiato il feretro avvolto in stoffe colorate e con il viso coperto. Il corteo era rumoroso, mentre avanzava a passo deciso, un gruppo di uomini suonava strumenti rudimentali, tra cui dei tamburi le cui pelli avevano bisogno di essere ammorbidite sul fuoco; quello era il momento un cui il corteo si fermava e i danzatori si scatenavano, mentre le pelli venivano scaldate (fatto curioso viste le alte temperature) per poi riprendere impetuoso verso il fiume, alternando trasportatori e suonatori;

fu in una di queste soste che avvicinai uno dei partecipanti al corteo….

To be continued…

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply