Tuol Sleng, follia khmer (Cambogia)

Settembre 13, 2018

L’ingresso all’edificio di sicurezza

É in una zona centrale, l’ex scuola trasformata in tempo di “occupazione”, da parte del regime Khmer istituito da Pol Pot, in un edificio simbolo del terrore; ribatezzato ufficio di sicurezza 21 vi furono allestite delle celle, sale interrogatori, stanze per torture.

Oggi adibito a museo del genocidio, l’edificio è stato dichiarato Patrimonio Unesco “della memoria” ed è visitabile con l’ausilio di audioguide. 

In una zona centrale della capitale, facilmente raggiungibile con un “Tuk Tuk”, l’edificio è circondato da risciò di ogni tipo, negozietti e locali per il food… si riespira un aria stranamente turistica, per una città delirante quale Phnom Penn (capitale della Cambogia), in quest’area cercano di organizzare l’accoglienza dato l’afflusso turistico per una delle rare attrazioni di quella che un tempo era definita la perla d’Asia. 

Giunti all’ingresso dell’edificio, comincia la visita guidata visitando il giardino antistante gli edifici in cui un tempo c’erano le aule, e subito si cela davanti uno strumento per tortura, costitutio da una trave su cui venivano tirati su i malcapitati in una posizione innaturale, oppure immersi di testa in grossi vasi di terracotta contenente fertilizzante, come mostrato da alcune illustrazioni.

Una cosa che colpisce da subito è il tentativo di adattare l’edificio alle nuove esigenze, come ad esempio chiudere le blaconate con una rete metallica, così come il tentativio di chiudere con filo spinato le possibili via di fuga… 

Questo edificio aveva la funzione tipica dei regimi comunisti totalitati, ovvero di giustificare le esecuzioni estorcendo improbabili confessioni, tant’è che una volta arrestati ed entrati in questo edificio si usciva solo per essere trasportati sui campi della morte, il Killing Fields, nelle allora campagne della capitale a circa 40 minuti di macchina.

to be continued…

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