Il sole della morte (Hiroshima, Giappone)

Luglio 26, 2018

La riproduzione esatta della bomba atomica

2010 Giappone; quella volta (non era la prima visita nel paese del sol levante) decisi di spingermi più a sud per visitare Hiroshima. Trovandomi già in un contesto giapponese  moderno, veloce, industrializzato…  pensando al dopoguerra, nel frattempo che percorrevo la tratta da Osaka con uno Shinkansen (treno veloce) immaginavo di trovare al mio arrivo grandi santuari per la pace, organizzazioni per il disarmo nucleare, cerimoniali…  

L’appuntamento era in centro città con un giornalista che mi avrebbe accompagnato, e con cui speravo in un confronto sugli avvenimenti del 8 agosto 1945 (di cui parlerò in un altro articolo) 

La città si presentava subito moderna, giovane, completamente ricostruita; solo pochi edifici rimasero in piedi, se pur sventrati, dopo l’esplosione atomica, essendo la città allora costruita tutta in legno, le case furono letteralmente spazzate via dal vento atomico. Per questo, la ricostruzione è stata totale, Hiroshima fu ricostruita per intero, strade comprese.

La visita sui luoghi della memoria oggi, si svolge  in centro città in cui sorge il memoriale della pace, un sito sobrio, appartenente dal 1996 alla lista dei patrimoni dell’umanità che comprende  il museo della pace,  l’edificio bombardato lasciato a testimonianza (ex camera di commercio, uno dei pochi edifici in cemento) e un parco a tema; per tutto il resto, la città si presenta moderna, come se avesse voluto velocemente cancellare quel passato vergognoso. (gli abitati di Hiroshima nel dopoguerra erano discriminati e anche loro stessi provavano un senso di vergogna)  

Uno scorcio del parco , zona sopra la quale esplose la bomba

“La cupola della bomba atomica” il Dome, edificio della ex camera di commercio oggi patrimonio mondiale UNESCO

Durante la visita al museo, un edificio molto grande in cui ci sono ricostruzioni e oggetti raccolti dopo gli avvenimenti, una delle tante cose che mi ha colpito e che voglio condividere in questo articolo, fu il “sole atomico” che colpì la città, e che scottò tutto ciò che illuminò in quei terribili secondi subito dopo l’esplosione. Il forte calore illuminava a morte ogni cosa, le persone si scioglievano… tra le fotografie degli oggetti come scale appoggiate alle pareti o valvole che illuminate per pochi secondi a temperature di migliaia di gradi centigradi, lasciavano il negativo sulla parete cui erano sistemate… in pratica, quella che sarebbe stata l’ombra, è rimasta impressa, disegnata, perché l’unica parte non scottata dal sole atomico… si trovano nel museo anche due gradini di una banca, su cui c’è impresso il negativo di una persona che era li seduta… lasciando la sua ombra fissata sui gradini per l’eternità… si presume un uomo che attendeva seduto l’apertura della Banca… 

La fotografia mostra l’ombra della valvola, l’unica parte non scottata dal sole atomico

La persona che era seduta su queste scale, investita dal sole e dal vento atomico, si dissolse, lasciando solo la sua ombra dove era seduto aspettando l’apertura della banca

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