L’asilo abbandonato (Chernobyl, Ucraina)

Giugno 14, 2018

l’asilo abbandonato di Kopachi

In occasione del trentesimo anniversario del disastro di Chernobyl (nell’aprile del 1986 esplose, per un errore umano, un reattore nucleare della centrale idroelettrica più grande dell’allora URSS) ho visitato la “zona di esclusione” con l’intento di documentare e approfondire il significato degli eventi dal punto di vista umano, attraverso la visita dei luoghi della memoria e le testimonianze.

Attraversato il primo cheek point militare (ce ne sono diversi a seconda della zona da cui si accede all’area, oggi cancellata dalle mappe e non accessibile a civili) mi resi conto che la zona di esclusione  era molto più ampia  di quello che immaginavo… ben 188 paesi furono evacuati a causa della contaminazione da radiazioni tra Russia (attuale Ucraina) e Bielorussia…

I resti di una bambola nel giardino dell’asilo

La visita prevedeva un tour in alcuni paesi limitrofi a Chernobyl, oltre che della stessa città e la centrale nucleare “Lelin” di cui esplose il reattore numero  4. Una visita era programmata a Kopachi, piccola cittadina alle porte della quale si trovava un Asilo che abbiamo potuto visitare (io, due giornalisti, un blogger, una coppia di imprenditori cinesi e la guida)

L’asilo si presentava da subito spettrale, per via degli alberi che si erano impossessati degli spazi esterni non più curati, e che avevano circondando l’edificio rendendolo tetro…  all’interno ciò che rimane di una struttura lasciata in fretta e furia, depredata successivamente e abbandonata per sempre.

Un libro didattico aperto, su come attraversare una strada

la bacheca con gli armadietti per i bambini

Alcuni testi usati dagli educatori, alcuni giocattoli, i letti, il giardino dei giochi… i bambini furono le vittime che più subirono le radiazioni essendo i loro corpi molto ricettivi, “come spugne”.

La stanza dormitorio

La cosa che mi ha fatto più riflettere, in questo posto in cui la vita si è fermata all’improvviso, è la fugacità dei momenti felici, immaginando quella bella struttura immersa nel verde, resa felice dai bambini che giocavano assieme; momenti spazzati via all’improvviso per un “errore” umano dettato dall’arroganza (di alcuni adulti), che evidentemente credendosi potenti, non hanno considerato il pericolo per sè e per le migliaia di persone che vivevano in quella regione, tra cui molti bambini a cui è stata tolta l’infanzia e cambiata la vita per sempre.

un cartello rudimentale nelle vicinanze dell’asilo segnala il pericolo di radiazioni

“C’è un’enorme differenza tra avere carattere ed essere arrogante, l’educazione.” cit. 

 

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